TI È MAI CAPITATO DI SENTIRTI UNO YOGURT PROSSIMO ALLA SCADENZA?
Sara Baldassarre e Letizia Buchini, in residenza presso IDRA Teatro, raccontano del loro processo creativo che ha portato alla creazione del loro secondo spettacolo.
Le residenze artistiche italiane sono più che semplici spazi fisici: sono incubatori di creatività, laboratori di innovazione e ponti tra tradizione e sperimentazione. Offrono agli/alle artisti/e l’opportunità di esplorare, creare e collaborare, favorendo lo scambio di idee e arricchendo il tessuto artistico del nostro Paese.
Così il direttore artistico di IDRA Teatro, Davide D’Antonio, definisce le residenze artistiche, vale a dire un’occasione per artisti/e provenienti da diversi background e discipline di trovare un terreno fertile per la sperimentazione e lo sviluppo di nuovi linguaggi artistici che sfidano le convenzioni e superano i confini.
Essenziali per la crescita della creatività e la creazione di reti internazionali, le residenze artistiche sono il contesto più adatto per sostenere gli/le artisti/e, offrendo loro uno spazio in cui identità fluide possono incontrarsi, favorendo ambienti di sperimentazione e condivisione, piuttosto che limitarsi a produrre risultati ben confezionati e facilmente commercializzabili.
Per noi le residenze teatrali non sono un semplice dispositivo organizzativo, ma luoghi trans-locali profondamente radicati nel territorio, al contempo aperti a influenze esterne, il che li rende nodi di una rete globale dove le pratiche artistiche sono costantemente arricchite dalla circolazione di idee, corpi e storie. Al di là del loro valore artistico e sociale, le residenze sono piattaforme per mettere al centro la cura dell’artista e strutturare carriere; un motore per una crescita professionale responsabile e la visibilità degli/delle artisti/e. In questo modo si colma il divario tra artisti/e e pubblico: i primi acquisiscono tempo, spazio e risorse per sviluppare il proprio lavoro e impegnarsi in dialoghi significativi, mentre il secondo non è solo spettatore, ma partecipante e spesso co-creatore. Così le residenze artistiche sono una pratica di ascolto e relazione; luoghi di creazione poetica e civile dove coltivare la possibilità di pensare e fallire.
In sostanza, i fattori che rendono un programma di residenza efficace sono:
Poiché il nostro progetto è fondato sulla qualità e sulla pluralità dell’offerta artistica, al fine di creare uno spazio dove valorizzare la diversità dei linguaggi e delle poetiche, le residenze diventano momenti di indagine, avanzamento creativo, confronto o rifinitura finale. Dentro questa cornice, il tutoraggio è un elemento essenziale: i professionisti coinvolti come tutor instaurano un dialogo costante con gli/le artisti/e, offrendo sguardo critico, orientamento, mediazione con il territorio e cura del processo.
Proprio perché le residenze artistiche sono un’occasione di dialogo con il territorio, nel rispetto dei tempi di sviluppo del progetto, attiviamo momenti di incontro con le comunità locali grazie a una rete capillare composta da enti con cui collaboriamo da anni. L’obiettivo non è quello di spettacolarizzare la residenza, ma renderla leggibile, affinché ciò che accade in teatro possa risuonare anche fuori.
Sara Baldassarre e Letizia Buchini, in residenza presso IDRA Teatro, raccontano del loro processo creativo che ha portato alla creazione del loro secondo spettacolo.